«La Tonelli uccisa da terroristi»

Un rapporto conferma l'esistenza in Somalia di gruppi jihadisti: sarebbero gli autori degli omicidi della volontaria italiana e di altri operatori occidentali

(da Avvenire)

Mogadiscio. La volontaria Annalena Tonelli, uccisa il 5 ottobre 2003 nel Somaliland (Somalia del Nord) sarebbe stata vittima di un gruppo terroristico che ha messo piede in Somalia negli ultimi anni. A sostenerlo è un rapporto dell'International Crisis Group (Icg), nel quale si legge che «dal 2003 la Somalia ha conosciuto una forte crescita di gruppi jihadisti legati ad al-Qaeda». La notizia è stata confermata anche all'agenzia Fides da alcune fonti locali. «Annalena Tonelli e altri volontari occidentali uccisi negli ultimi 2 anni nel Nord della Somalia sono state vittime di un gruppo integralista legato all'internazionale del terrore» hanno riferito le fonti, che hanno anche ricordato l'allarme lanciato l'anno scorso sull'esistenza di una «taglia» sugli occidentali in Somalia. Le stesse fonti hanno riferito all'Agenzia Fides che «i gruppi somali legati al terrorismo internazionale di matrice islamico-integralista si sono alleati con i signori della guerra di Mogadiscio, che vogliono impedire l'insediamento del nuovo governo nella capitale».

Da anni si sospetta che la Somalia possa essere tra le basi del fondamentalismo islamico nel Corno d'Africa. A operare nel Paese sarebbe il gruppo al-Ithaad al-Islamya. Dal 1995 centinaia di militanti di Al Qaeda si sarebbero addestrati nel Corno d'Africa, costituendo poi la base logistica per gli attentati dell'estate 1998 alle ambasciate Usa in Kenya e Tanzania. Lo stesso Ossama Ben Laden - del quale si sospetta un soggiorno nel Paese dopo l'abbandono del Sudan nel 1996 - avrebbe utilizzato al-Islamya per infiltrarsi in Africa.
Secondo l'Icg il nuovo gruppo «ha base a Mogadiscio ed è guidato da un giovane capo che è stato addestrato in Afghanistan e ha mostrato la sua presenza uccidendo 4 operatori umanitari stranieri sul territorio relativamente sicuro del Somaliland tra l'ottobre 2003 e l'aprile 2004». «La minaccia di un terrorismo jihadista in Somalia è reale», sostiene il rapporto dell'Icg, che mette in guardia sulla possibile strumentalizzazione da parte di questo gruppo della presenza di truppe straniere inviate in Somalia in funzione di peacekeeping.

«Se il governo somalo non riesce a esercitare il controllo della situazione - si legge nel rapporto - i jiahadisti recluteranno sempre più tra la popolazione disperata e malcontenta e l'attuazione di un attentato spettacolare contro gli interessi stranieri in Somalia non sarà che questione di tempo».

Intanto proprio ieri nella capitale è stato ucciso in un agguato un attivista somalo per i diritti umani, Badulkader Yahya Ali. Almeno sei uomini armati hanno fatto irruzione a casa sua, lo hanno trascinato in strada e ucciso con colpi di arma da fuoco davanti alla moglie.

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